Una mega rissa scoppiata in campo che è costata ben 60 giornate di squalifica a 24 calciatori. Questa la condanna che il giudice sportivo ha comminato nei confronti degli juniores under 19 regionali di Casellina e Fortis Juventus per la maxi rissa in campo in cui è degenerata la partita di sabato scorso. La gara è stata sospesa al 42’ del secondo tempo per reciproche violenze tra atleti, nate da un fallo a fine partita. L’arbitro ha deciso di sospendere “l’incontro”. Oltre le squalifiche, anche multe da 200 euro per le due società e sconfitta a tavolino per 0-3. Il Presidente Giovanni Bellosi ha atteso il verdetto del giudice sportivo queste le sue parole nel suo profilo fb:


“Chiedo scusa a tutto il movimento calcistico, quanto andato in scena sabato fra Casellina e Fortis Juventus nel campionato Juniores Regionale è qualcosa di ignobile. Ho atteso il verdetto della giustizia sportiva, come era giusto fare, ma adesso è giusto metterci la faccia e assumersi le responsabilità. Potrei forse cavarmela attribuendo maggiore responsabilità all’avversario o attribuendo qualche responsabilità all’arbitro come usa fare nel calcio in questi casi, ma così non è.

I nostri hanno preso parte attiva ad una rissa in campo che ha determinato la giusta sospensione della partita. La colpa è quindi nostra, nessuna motivazione è plausibile. Sono ragazzi che giocano da noi da molti anni, ancora non mi capacito di come sia stato possibile. Quello che cerchiamo di fare tutti i giorni è trasmettere i valori della lealtà sportiva e del rispetto dell’avversario, evidentemente abbiamo mancato in qualcosa. Ho già avuto modo di confrontarmi con i ragazzi, spero che abbiano capito la gravità delle loro azioni. Mi consola avere trovato in tutti i genitori preoccupazione e presa di distanza.

Adesso si riparte, avendo chiaro il dovere ancora maggiore di fare meglio e lavorare per un calcio migliore e diverso, stiamo pensando in questo senso ad iniziative legate alla diffusione della cultura del fair play. Perché il calcio non può e non deve essere questo, non possiamo considerare tutto questo normale.”


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